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Il nome No Quarter proviene dall'omonima canzone dei Led Zeppelin ed è stato scelto un po' per omaggiare i musicisti inglesi, e soprattutto per il suo significato di "senza dimora", "nomade", che è poi ciò che la band vorrebbe creare, una musica che si muova senza sosta da un genere all'altro, che provenga però sempre dallo stesso luogo: l'anima.

I No Quarter nascono dall’unione della melodica ma allo stesso tempo aggressiva voce del cantante Alessio Campanozzi, e della chitarra rock blues di Nicola Mineccia.
Dopo le prime esperienze sui banchi di scuola, il duo forma i No Quarter, insieme ad altri musicisti. La line-up cambia due o tre volte, prima di acquisire una certa stabilità con l’ingresso di due studenti di nome Gianluca Belviso e Marco Tozzi, rispettivamente bassista e batterista funk rock.
Questa è stata finora la formazione più prolifica per i No Quarter: dal 2003 al 2006 la band si è impegnata raggiungendo un notevole consenso di pubblico.

Tra i risultati più importanti ottenuti ricordiamo:

Esperienze di studio:
Creating The Waves (2004) Registrato nello studio di Massimo Barracane a Cellamare;
The Village (2006) Registrato al Jolly Roger Studio di MIki Giove a Casamassima
Aggiungiamo inoltre svariati concerti tra cui il Palatour Perla insieme a molti altri gruppi amici e l’opening ai Tre Allegri Ragazzi Morti.

A questo punto Marco Tozzi esce dalla formazione. Dopo un po’ di ricerche, i tre sopravvissuti prendono come batterista Alessandro Tau. Con questo personaggio bizzarro partecipano al Controtour nell’ agosto 2006 con Après La Classe e Ameba 4, e alla manifestazione culturale “La Guerra di Piero”, a Settembre 2006, con U’ Papun e Jolaurlo, organizzata dall’Associazione La Confraternita Dell’Uva. Dopo questa esperienza, anche Alessandro esce dalla band, e si apre un periodo di nullafacenza per tutti, fino all’ingresso a febbraio 2007, di Dario Nitti, un batterista versatile e preparato, che con la sua personalità spiccata dà un nuovo sprint al sound psichedelico dei No Quarter.